venerdì 22 settembre 2017

La vittoria è fonte di grande incertezza

Distruzioni Isis al museo di Mosul

"Una lunga, colta, attenta analisi di cosa ha significato la guerra nel corso della storia: l’inutilità dei conflitti, l’orrore delle disfatte, il coinvolgimento di milioni di uomini sterminati, l’angoscia dei superstiti, il senso di colpa di chi ha dato ordini che hanno portato alla distruzioni di interi, agguerriti eserciti: tutto questo e molto di più ha messo insieme lo scrittore e drammaturgo francese 
Laurent

Gaudé che, nel suo recente “Ascoltate le nostre sconfitte”, fa appello alla sensibilità dei lettori per segnalare come alla fine delle imprese di grandi uomini, nel corso della storia, non ci sono che cocenti e definitive sconfitte...".(dalla recensione del libro di Elisabetta Bolondi-Sololibri.net).A seguire l'intervista all'autore dalle pagine del Manifesto

La vittoria è fonte di grande incertezza

di Guido Caldiron dal Manifesto


L’incontro tra Assem è Mariam dura solo una notte, eppure le loro vite ne saranno cambiate per sempre. Entrambi affrontano sfide decisive, la prima che come archeologa indaga sulle razzie compiute dall’Isis tra siti e musei di Siria e Iraq, con un male che rischia di avere il sopravvento, il secondo, un agente segreto francese che dà la caccia ad un ex membro dei corpi speciali americani forse passato con gli jihadisti, con i dubbi crescenti sul fatto di combattere per una «buona causa».
Le vicende di cui i due sono protagonisti, sullo sfondo di un Mediterraneo scosso dalla violenza dell’integralismo islamico, si incrociano con quelle di personaggi storici come il condottiero cartaginese Annibale, il generale nordista, e 18/mo presidente degli Stati Uniti, Ulysses S. Grant, e l’imperatore d’Etiopia Hailé Seilassié, fino a comporre un quadro in cui i drammi del presente si specchiano nei conflitti del passato e nelle tracce che hanno lasciato nella memoria dell’Occidente.

Chiamata alle armi per una nuova contestazione ecologica



Giorgio Nebbia e Vandana Shiva ci ricordano come stiamo distruggendo il pianeta e ci suggeriscono di modificare questo folle paradigma.Il primo contesta apertamente come molti movimenti ecologisti abbiano abbandonato la difesa dell'ambiente e si siano fatti abbagliare dai concetti dell'economia globalizzata.La seconda,sempre in prima linea su una visione naturale e olistica del pianeta, ci sottolinea la necessità di arrestare il prelievo di carbone e petrolio e del suo uso smodato nella società odierna.



Chiamata alle armi per una nuova contestazione ecologica


di Giorgio Nebbia dal Manifesto

Inquinatori e inquinati. I movimenti ambientalisti si sono appiattiti su valori e «leggi» dell’economia globalizzata. Molti sono diventati collaboratori dei governi nelle imprese apparentemente verdi... Poi Trump con le sue politiche ci ha ricordato che i problemi ambientali sono un nuovo volto della lotta di classe fra ricchi/inquinatori e poveri/inquinati

Col suo brutale discorso del 1° giugno di quest’anno il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati uniti non intendono più aderire agli impegni presi dal suo predecessore a Parigi nel dicembre 2015 sulle azioni per attenuare le cause dei cambiamenti climatici.

giovedì 21 settembre 2017

Il problema di Di Maio non è la laurea mancante


Dopo aver baciato la teca del sangue di San Gennaro,qualche dubbio sulla reale tenuta politica del candidato premier 5 Stelle è emerso prepotentemente.Forse direte che questo atto non riveste particolare importanza,eppure, tutta una serie di passaggi nazional-popolari, per evidenziare la propria fidata garanzia nei contesti più diversi,fanno pensare ad una scarsezza politica di fondo e ad una opportunistica strategia d'accatto, che erano già filtrati nelle varie uscite del capo grillino.La nascita,come era ovvio,della nuova gerarchia grillina si è gia immessa nei binari della consuetudine politichese italiana.

G.G.

Il problema di Di Maio non è la laurea mancante




È davvero il fatto di non essere laureato, o di avere un curriculum approssimativo, che ci preoccupa nella candidatura di Di Maio a Presidente del consiglio? O è qualcos'altro che non riusciamo a qualificare con precisione e che non concerne il programma politico che egli presenterà? Qualcosa che concerne certo la sua persona, vista come tipo ideale, non solo il surreale Movimento di cui è espressione? A me sembra, in effetti, che con Di Maio vediamo per la prima volta aspirare al vertice politico una figura che era già apparsa sulla scena negli ultimi anni, non solo in politica, ma che mai avremmo pensato potesse arrivare così in alto.

“Lo Stato nazionale è superato”: perché Bruxelles tifa per la secessione della Catalogna

La mappa dei separatismi spagnoli


Il nostro Federico Dezzani affronta,come al solito da un punto di vista diverso, l'odierno problema spagnolo:la voglia di secessione della Catalogna.L'analisi si amplia su una ipotesi suggestiva.Ma è solo un'ipotesi?

“Lo Stato nazionale è superato”: perché Bruxelles tifa per la secessione della Catalogna



Si accende in Spagna lo scontro tra Madrid e Barcellona: la Guardia Civil ha arrestato una quindicina di esponenti politici e sequestrato milioni di schede relative al referendum sulla secessione della Catalogna, già proibito lo scorso febbraio dalla Corte Costituzionale. La consultazione costituisce un vero e proprio attacco all’integrità della Spagna. Le autorità di Bruxelles, possibiliste sull’indipendenza della Catalogna, al momento tacciono, ma già si alzano dalla stampa critiche per la deriva “autoritaria” del premier Mariano Rajoy. La secessione di Barcellona si inserisce nel più ampio disegno degli Stati Uniti d’Europa, dove gli Stati nazionali dovrebbe essere sostituiti da un governo federale in alto, e dalla macroregioni in basso.

Secessione della Catalogna: “il Manifesto per una rivoluzione unitaria dell’Europa” diventa realtà

Gli sforzi dell’establishment euro-atlantico per riplasmare il Vecchio Continente procedono su più linee: dall’economia alla società, dalla demografia all’integrità degli Stati nazionali. In ambito economico, abbiamo assistito all’imposizione coatta delle “riforme strutturali” di stampo neo-liberista e alla somministrazione di quell’austerità che ha portato al lastrico l’intera Europa meridionale. Sotto l’aspetto dei costumi,siamo stati testimoni di un violentissimo attacco alla famiglia tradizionale e, parallelamente, alla promozione del modello LGTB. Per quanto concerne la demografia,prima si è inflitto un duro colpo alla già bassa natalità europea con le politiche economiche lato offerta, dal chiaro sapore malthusiano, e poi si è inondato il continente con flussi migratori crescenti dall’Africa e dal Medio Oriente, destabilizzati ad hoc. Ora, è la volta degli Stati nazionali, considerati un relitto dello scorso secolo e, sopratutto, un ostacolo verso quell’Europa federale tanto agognata dall’élite liberal. Pensiamo, ovviamente, a quanto sta accadendo in Spagna.

Tiberio, l’italiano che scoprì il potere curativo delle muffe 35 anni prima della penicillina di Fleming


Vorrei far conoscere a tutti questa esemplare storia di ricerca scientifica, che ebbe come protagonista  un medico molisano,Vincenzo Tiberio.
Tiberio era un medico militare della Regia Marina e potremmo definirlo come l'ennesimo esempio di genio incompreso italiano.IL suo racconto di vita assomma aspetti scientifici e sentimentali fuori del comune e vale la pena ripercorrere la sua vita e la sua scoperta incompresa.

Sandro Accorsi


Tiberio, l’italiano che scoprì il potere curativo delle muffe 35 anni prima della penicillina di Fleming


di Andrea Cionci dalla Stampa

Vera rivoluzione per la medicina mondiale fu la creazione della Penicillina. Praticamente tutti sanno che questa si deve al medico inglese Alexander Fleming che, nel 1929, scoprì casualmente il potere battericida del fungo Penicillium. 
Va però sottolineato che, fuori da ogni dubbio, la scoperta degli antibiotici spetta a un molisano, medico militare nella Regia Marina.  

Il maggiore medico Vincenzo Tiberio, 35 anni prima di Fleming aveva già acutamente osservato il potere antibiotico delle muffe, l’aveva studiato e sperimentato pubblicando i risultati su un’importante rivista scientifica. Come spesso accaduto per i geni italiani, la sua scoperta rimase all’epoca del tutto ignorata. Ancor oggi, il nome di Vincenzo Tiberio non dice nulla ai più, ma vale davvero la pena di conoscere la sua vicenda umana e scientifica. 
   

mercoledì 20 settembre 2017

La disco-music ai tempi delle Brigate Rosse

ALAN SORRENTI NEL 1977

Ieri si celebrava il compleanno di Nile Rodgers,il leader degli Chic(ricordate Le Freak ?), uno dei musicisti e produttori più preparati nell'ambito della black music, e questo evento ci da la possibilità di parlare della disco music.Molti puristi storceranno il naso al solo sentir pronunciare questo nome.Eppure il comparire di questo genere musicale sanciva,nei giovani, un passaggio epocale, da una visione del mondo ribelle e combattiva ad una più edonistica e superficiale.Una certa spensieratezza riprendeva il sopravvento mentre in Italia,purtroppo,si celebrava la stolta e sanguinaria stagione del terrorismo politico.Alan Sorrenti e le Brigate Rosse sono state un connubbio agli antipodi nella vita sociale della Repubblica, dimostrando come nel nostro paese le contraddizioni abbiamo sempre trovato terreno fertile. 


La disco-music ai tempi delle Brigate Rosse
di Renzo Stefanel da Rock.it


Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare / rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare / siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro”, cantava nel 1981 Franco Battiato in “Bandiera bianca”, prendendosela con l’inverno del riflusso (termine con cui all’epoca si indicava la fine dell’impegno politico di massa e il rifugio nel proprio mondo privato) il cui vento spirava sempre più forte da almeno tre anni.