venerdì 8 dicembre 2017



"Fuggite,sciocchi!" 
  da Il Signore degli Anelli J.R.R.Tolkien

Dopo un anno,credo di non poterne più.Vi siete mai chiesti quanto è grande la Rete virtuale?La domanda non vuole risposte tecniche ne tanto meno numeriche, ma ha la pretesa di voler far riflettere per qualche istante sull'oceano o meglio sulla galassia,se non su l'universo di scritti (intesi come ogni cosa che usi le parole)che pervadono Internet e nello stesso tempo ne sostanziano l'esistenza,come se ci trovassimo davanti al fine ultimo della materia e,come particelle infinitesimali,i nostri post,le nostre storie,i twitt o i commenti andassero a costituire un qualcosa che alla fine fluttua nell'infinito virtuale .Chissà se,in un lontanissimo futuro schiere di fisici e di cosmologi delle parole e dei post tenteranno,con collisioni e misurazioni appropriate, di dare un senso a tutto lo scibile raccolto in questo universo oppure qualcuno,in preda ad una furia iconoclasta vorrà distruggere i server,i fantomatici e magici contenitori che,in quel lontano futuro,saranno diventati mitici,virtuali come ciò che contengono.A quel punto non resterà che chiederci,come faceva P.K.Dick,dove sia la realtà,se sia mai esistita oppure già da tempo siamo noi il virtuale che ,sfuggito al controllo di qualche dio,infesta,senza saperlo,un luogo che non esiste.
Tutto ciò,cari compagni di viaggio,è solo un cappello(forse) per dirvi dell'inutilità di frequentare la Rete.Un avvertimento che la maggior parte dei naviganti ignora o non vuole sentire e allora via con un'opportuna constatazione:la Rete è come l'universo,in continua ed inarrestabile espansione ,con la differenza che dal Big Bang informatico,tutti noi abbiamo fornito(e continuiamo a fornirla)l'energia sintattica,grammaticale,creativa ed il vuoto viene riempito,giorno dopo giorno,da i nostri pensieri scritti,dalle nostre folli elucubrazioni,da lavoro e divertimento ,da pulsioni e godimenti.Tutto si amplifica si sdoppia ,si triplica,si aggiunge,ma soprattutto non verrà mai tolto.Questa è la grande verità,il santo graal della Rete.L'espansione è infinita nella suo continuo apporto di parole,frasi,composizioni che, come la spazzatura reale dovrebbero essere raccolti e mandati in discarica,bruciati(non me ne vogliano gli ecologisti) o nell'umido a creare compost di commenti e di twitt maleodoranti e offensivi.
Dunque un infinito mare interno,che come l'Oceano Pacifico rigurgitante di plastica,sciaborda dai nostri computer e ottunde i nostri sensi,le nostre percezioni e ci rincretinisce.Si,cari compagni di viaggio,prima o poi,dalle nostre videate tracimerà il limo finale che,come l'inondazione periodica nell'Antico Egitto ci sommergerà e forse ,dai pochi superstiti,rinascerà una nuova pianta che,senza facebook,stenterà nei primi giorni d'estate ad abituarsi alla nuova realtà.Ho deciso dunque che il computer debba servire solo per facilitare la vita nelle sue espressioni di comunicazione privata ,di pagamenti senza code,di burocrazie semplificate e di quant'altro non si inerpichi verso vette di fasulla creatività. Quindi lasciamo che il blog di Yanez galleggi,eternamente nella sua incompletezza, verso altri lidi,ennesima vestigia dell'inutilità umana,a eterno ricordare di momenti e interventi per un attimo di fuggevole vita.Mi siedo all'opera,allora,in un ultimo,contraddittorio sussulto (ah le contraddizioni,il vero sale della vita) e getto  in mare questo maledetto post finale che,come lanciato da un naufrago,mi auguro possa,attraverso le illusorie correnti elettroniche,andare oltre e diffondersi a tutte quelle isole e quegli atolli,intorno a me, sui quali innumerevoli altri naufraghi credono di essere in contatto e di appartenere ad una comunità ma che invece ,come tanti Robinson e Venerdì, si illudono,nel loro solitario inconscio personale, che prima o poi passi una nave a raccoglierli e portarli in salvo .
L'impegno politico preso mi costringe all'uso elettronico nello scrivere per le elezioni sarzanesi future e a mantenere l'uso di facebook almeno fino a maggio 2018.Forse fino a quel momento potrei gettare ancora qualcosa in mare,chissà;le forze ripetitive inconsce sono imprevedibili e incontrollabili.Dopo calerà il silenzio,un rigenerante,inebriante silenzio. 
Per oggi tuttavia,abbandono in mare questo messaggio in bottiglia e torno a leggere libri(vera autentica virtualità ,non d'accatto) nuovi o già sfruttati, che mi hanno accompagnato da sempre nella vita che mi è capitata.Alcuni belli,altri utili,altri inutili ma strani e angolati nella loro espressione,da tenere e ricordare.Qui sta la vera rete,quell'inconscio collettivo che tutti condividiamo,scrittori e lettori,che non ha bisogno di tastiere,mouse e orpelli vari ma solo di immagini profonde da poter condividere.Ho la presunzione di chiedere a coloro che raccoglieranno la bottiglia(e non saranno molti)di tenersi cari i propri libri,ultimi taumaturgici rappresentanti di quella carta scritta,di quell'inchiostro tipografico il cui profumo ,nei tempi primitivi,ci aspettava,suadente e catartico,nell'ultimo romanzo di Urania,nelle folli elucubrazioni esoteriche di Calvino o nella sublime tristezza divertita di Kafka ."This is the end"cantavano liturgicamente Jim Morrison e le sue Porte della Percezione.E' ora di spalancare i battenti,"mollare le menate"e fuggire fuori.

Giorgio Giannoni detto Yanez


 ― Il morbo infuria...
    Il pan ci manca...
    Sul ponte sventola
    
Bandiera bianca! ―